Claudio Filippini: Tintura Madre (Mp3-320kbps)

€10,00 €10,00

Share

Product Description

 

“Conosco Claudio oramai da tanti anni. Abbiamo condiviso la terra di origine, i luoghi d’incontro, la passione per i Grandi Maestri della musica. A quei tempi, tutto ciò che si discostava dalla norma per novità ed originalità, era motivo di sorpresa, per me come per i ragazzi di ogni epoca. E sentendo Claudio suonare, la sorpresa non è mai mancata; ma solo una faticosa crescita culturale mi ha permesso di comprendere appieno l’alto livello delle sue meraviglie sonore. Negli anni di collaborazioni a tutto campo che ci hanno visto sperimentare e crescere insieme, aprire innumerevoli porte di diverse espressioni, ci siamo trovati sempre più vicini artisticamente, ed è infine arrivato il momento  in cui entrambi, con ruoli diversi, eravamo pronti a produrre un lavoro nuovo, diretto, essenziale. Nasce quindi “Tintura Madre”. Perché “Tintura Madre”? Questo è il primo disco in “piano solo” di Claudio FIlippini, che alla sua “tenera” età ha già alle spalle una nutrita discografia accanto a nomi eccellenti della musica jazz internazionale. Ma mai si era cimentato prima con quella che può essere definita per un pianista l’opera più complessa e rischiosa. Allora ho pensato a “Tintura Madre”: la soluzione più pura, l’estratto assoluto di un principio attivo da una sostanza naturale. L’essenza pura di un musicista. E in “Tintura Madre” Filippini riesce ad estrarre da se stesso il meglio delle sue esperienze, maturate in una intensa ricerca musicale lunga ventisei anni, proprio come uno speziale antico faceva con cura certosina, lavorando le erbe che la natura gli metteva a disposizione. I tredici brani di questo meraviglioso pezzo di arte hanno una continuità fluida e appassionante, e riescono a riassumere una lunga serie di influenze e stili diversi  sotto la comune venatura del jazz. Atmosfere classiche, che sembrano quasi appartenere alla Scuola musicale russa dei primi del ‘900, si possono sentire chiaramente in  Fireworks (quasi un  omaggio a  Stravinsky), nella    pregevole reinterpretazione dello standard Caravan, che a tratti lascia trasparire un approccio simile a quello usato da Aleksandr Nikolaevič Skrjabin nei preludi e nelle variazioni, a tratti apre ad un lirismo improvvisativo ispirato e naturale, privo dei costrutti generalistici della cultura jazzistica moderna. E ancora Kiev e Transiberiana, in cui Claudio sembra rievocare il pianismo scarno e concreto del genio di Mussorgsky.

 

Filippini in questo lavoro riesce a superare con sorprendente agilità gli schemi improvvisativi comuni del jazz, inventando un linguaggio nuovo, perfettamente in equilibrio tra tutti gli stili che hanno fatto la storia del pianoforte. Ed ecco spuntare la dolcezza di Tintura 1, un improvviso che richiama la sinuosità del linguaggio francese; la tenerissima Beatriz, in cui i concetti musicali di Chico Buarque sono esposti pianisticamente quasi con una “maturità-prematura”. E ancora I loves you porgy, un classico di Gershwin, suonato in maniera così fresca, che sembra di sentire lo stesso autore strimpellare con disinvoltura un proprio tema in un salotto di New York nei primi anni del secolo scorso.||La parte seguente decidila tu: non so se interpreto bene, ma credo che dovrebbe esserci un passaggio tra strimpellatura e Ravel. Poi, nel corso del brano,  Gershwin quasi si trasforma in Ravel, in quell’autore che avrebbe tanto voluto essere. Dopo le tre “tinture”, necessarie per norma farmaceutica affinché si possa procedere all’estrazione della più pura sostanza essenziale, si apre una piccola parentesi su Coltrane, con una nevrile interpretazione di Lazy Bird, traccia fondamentale per saggiare le capacità ritmiche di un pianista che, in questo lavoro, si dedica principalmente a scoprire nuove matrici armoniche. Solo dopo Lazy Bird possiamo finalmente assaporare una dose di vera e originale “Tintura Madre” di Claudio Filippini, che nella sua unica goccia racchiude la radice madre del blues, dispiegata però in una sfera di colori ampia, fino ad arrivare ad un riff che incarna il gusto più moderno e giovane della sua anima. A concludere, un duetto bizzarro di Filippini con se stesso, un omaggio alla riviera abruzzese di Pineto, che quasi sembra trasformarsi in una playa cubana. Dall’Abruzzo siamo partiti. All’Abruzzo ritorniamo. Desidero chiudere questa breve guida all’ascolto sottolineando l’orgoglio che provo nel sentirmi parte integrante di questo progetto come produttore artistico. La mia giovane etichetta sta ancora movendo i primi passi, che tuttavia avverto come prodromi di un lungo cammino, se questi primi tredici passi sono le tredici tracce dell’album “Tintura Madre”. Un album che mi rappresenta e che rappresenta anche il successo di una sinergia tra giovani forze abruzzesi, oggi impegnate a diffondere nel mondo le opere dell’ingegno aprutino.

Enrico Melozzi Art Director – Cinik Records